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Manlio Dinucci
Zanichelli Editore |
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L'agricoltura biologica (maggio 2007)
modulo D: Questioni sociali (Il sistema globale seconda edizione)
L'agricoltura biologica (od organica) si basa sul principio che la produzione di piante e l'allevamento di animali devono avvenire in armonia con i processi naturali.
Essa favorisce le risorse rinnovabili e il riciclo, restituendo al suolo i nutrienti presenti nei prodotti di rifiuto.
Nell'agricoltura biologica non si usano tecniche di lavorazione distruttive, come le arature profonde, e la concimazione si effettua non con fertilizzanti chimici, ma con materiali di origine naturale (letame, residui vegetali e altri).
Per preservare le colture dai parassiti, non si usano pesticidi chimici nè organismi geneticamente modificati (ogm), ma vengono utilizzate varietà di piante più resistenti. Vengono allo stesso tempo potenziate le difese proprie delle piante e del terreno, con l'aiuto di prodotti naturali di origine vegetale, animale, minerale.
Gli animali vengono allevati in spazi il più possibile naturali (come i pascoli) e nutriti con mangimi naturali.
Attraverso tali metodi si possono produrre cibi sani, più nutrienti e gustosi, ed ecologici, ossia prodotti salvaguardando l'ambiente naturale: si minimizza così l'inquinamento del suolo, delle risorse idriche e dell'aria, e si ottimizza la salute e la produttività delle comunità interdipendenti di piante, animali e persone.
In tal modo si possono conciliare produzione alimentare, conservazione delle risorse non rinnovabili e protezione dell'ambiente naturale, in modo da soddisfare i bisogni della popolazione attuale senza compromettere le possibilità delle popolazioni future di soddisfare i propri.
Anche se i prodotti biologici sono in genere più cari di quelli tradizionali, il loro mercato è cresciuto in Italia e altri paesi dell'Unione europea: un numero sempre maggiore di consumatori è, infatti, disposto a pagare di più alimenti che offrano garanzie di qualità e di sicurezza.
Nonostante la forte crescita, l'agricoltura biologica è però ancora limitata: nell'Unione europea essa viene praticata da meno di 150 mila aziende agricole, corrispondenti all'1,5% del numero totale. Il maggior numero di aziende biologiche (oltre il 30%) si trova in Italia.
L'agricoltura organica si sta comunque diffondendo anche in paesi in via di sviluppo: è praticata oggi commercialmente, su scala mondiale, in 120 paesi.
Complessivamente sono destinati a questo tipo di agricoltura 31 milioni di ettari e il mercato dei prodotti biologici ha superato nel 2006 i 40 miliardi di dollari annui: questi dati sono stati presentati alla conferenza internazionale su "Agricoltura organica e sicurezza alimentare", organizzata dalla Fao nel maggio 2007.
Gli elementi di maggiore forza dell'agricoltura organica - sottolinea il rapporto presentato alla conferenza - sono due: essa è indipendente dai combustibili fossili e fa affidamento su mezzi di produzione disponibili localmente.
Inoltre, usando processi naturali, essa aumenta la resistenza degli ecosistemi agricoli nei confronti di condizioni climatiche difficili. Attraverso la rotazione delle colture e il sistema delle colture miste, gli agricoltori biologici sono in grado di accrescere la produzione in modo sostenibile.
Per di più, nei paesi in via di sviluppo, l'agricoltura organica rompe il circolo vizioso dell'indebitamento a cui sono costretti i piccoli contadini per acquistare i mezzi di produzione agricoli, situazione che ha causato un allarmante numero di suicidi.
Anche se la maggior parte della produzione biologica realizzata nei paesi in via di sviluppo è destinata all'esportazione, l'agricoltura organica contribuisce a ridurre la sottoalimentazione in quanto accresce il reddito dei contadini poveri e rivitalizza l'agricoltura su piccola scala.
In prospettiva - indicano alcuni studi presentati alla conferenza - l'agricoltura organica, senza richiedere un aumento della superficie coltivata, potrebbe produrre cibo a sufficienza per il fabbisogno dell'intera popolazione mondiale, provocando un impatto ambientale molto minore dell'agricoltura tradizionale.
E' stato calcolato che, con l'agricoltura organica, la produzione alimentare dei paesi in via di sviluppo potrebbe aumentare del 56%. Di conseguenza, su scala mondiale, la disponibilità alimentare pro capite potrebbe essere aumentata a 2640-4380 calorie giornaliere pro capite.
Per fare questo, occorre che i governi destinino maggiori risorse all'agricoltura organica. inserendola nelle strategie nazionali di sviluppo e di riduzione della povertà.
Occorre soprattutto investire nello sviluppo delle risorse umane da destinare a tale settore: l'agricoltura biologica richiede infatti un maggior impiego di manodopera e maggiori conoscenze dei processi agricoli ed ecologici.
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Nel sito della Fao c'è un settore dedicato all'agricoltura organica: v. http://www.fao.org/organicag/.
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Manlio
Dinucci - Il sistema globale seconda edizione - Geografia del sistema globale:
http://www.zanichelli.it/materiali/dinucci
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